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I ragazzi di Sant'Elena Sannita Sant’Elena Sannita: poche case tutte diverse fra loro, duecentocinquanta anime poco più, poco meno, e una statua di bronzo che raffigura un arrotino d’altri tempi. Dopo Isernia, al bivio di Boiano si gira e si Sale su, ora come allora. Eccola Sant’Elena Sannita distesa suse stessa, su un rilievo a Settecentocinquanta metri d’altitudine. Quanroalla fine della seconda guerra mondiale, Celestino Durante, torna dalle vicissitudini del conflitto, anche con qualche ricordo sul fisico e percorre quelle curve per riabbracciare papà Giuseppe e mamma Lucia, quel borgo conta ancora duemilacinquecento persone. Il duro lavoro della terra e qualche capo di Bestiame, erano state e sono le uniche risorse economiche e di vita per la maggioranza della comunità santelenese: ma molti di quei ragazzi avevano una grande maestria, sotto le loro mani, le forbici i coltelli, e qualsiasi strumento da taglio e di lama tornavano come nuovi. Celestino raccoglie le poche cose che ha e con Luisa divenuta sua moglie, decidono di partire per Roma. Con lui partono in tanti. Ognuno per la propria strada e i propri sogni, ciascuno di loro con una bicicletta attrezzata alla bisogna, qualcuno più fortunato con una lambretta, inizia a girare per lungo e per largo la città. Ben presto i ragazzi di Sant’Elena riescono a far valere il loro talento. Le biciclette con molti sacrifici nel tempo si trasformano in negozi, dove insieme all’amata ruota, relegata nel retrobottega, si comincia ad esporre il sapone per radersi venduto a peso, lozioni per capelli e qualche colonia. Gli anni passano e i nomi di quei ragazzi fanno mostra di se nelle più belle vie di Roma. Gli arrotini santelenesi sono ora i più importanti profumieri della città eterna. Celestino e Luisa fanno ora i nonni, e lasciano a Giuseppe, Luciano, Maria e Felice di fare e credere in se stessi. Il commercio cambia, il mercato della profumeria con esso, la globalizzazione e l’uniformità incalzano, i fratelli Durante non si riconoscono in questi contesti, si sentono usati e non più liberi nel loro lavoro, e nel 1996 creano “PRO-FUMUM”… Ma questa è un’altra storia…. Ciò che stringete ora tra le vostre mani è una piccola parte di questa storia. E se andate a Sant’Elena, e passate dinanzi alla grande statua di bronzo che raffigura un arrotino al lavoro, fermatevi un attimo. Li sono le nostre radici. Paolo Fadelli per Giuseppe, Luciano, Maria e Felice Durante
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